Un assaggio del libro sul massaggio

Da "Il Massaggio da ufficio – Prevenzione e cura dello stress da lavoro", Urra-Apogeo, Milano, 2011.

Introduzione della seconda parte del libro, dedicata alle manualità del massaggio da ufficio, illustrate con fotografie e didascalie.

massaggio da ufficioPrima di massaggiare

Ora usiamo le mani. Dopo la prima parte “cognitivocomportamentale”, vediamo alcune sequenze di manualità fra le tante che si potrebbero fare. Uso la parola “manualità”e non “manipolazione”o “manovra” perché questi due termini presuppongono una tecnica standardizzata.

Il metodo di massaggio che ho messo a punto, invece, si fonda sull’ascolto continuo dell’altro, dunque non segue alcuno schema predefinito. Le manipolazioni e le manovre possono risultare invasive, mentre le manualità sono meno profonde e non vengono subite dal massaggiato. E poi, a nessuno piace essere manipolato, né in senso metaforico, né in senso fisico.

Le manualità non sono da seguire necessariamente nell’ordine in cui le trovate in queste pagine, poiché la sequenzialità dei passaggi dipende dal contesto, dal tempo a disposizione e dai problemi del massaggiato. Se un nostro collega lamenta dolori alla mano destra per l’eccessivo uso del mouse, possiamo fargli un massaggio veloce di due o tre minuti, avvicinandoci con la sedia alla sua scrivania. I tempi del massaggio, nei luoghi di lavoro dove la pratica del massaggio da ufficio è già stata o verrà introdotta, sono stabiliti dall’azienda, ma è immaginabile e auspicabile che, una volta assorbita la cultura del massaggio, scambi di breve durata possano avvenire anche in momenti diversi da quelli regolamentati.

Il massaggio non può essere una pratica rigida perché massaggiare non è una tecnica, bensì una forma di comunicazione finalizzata alla cura. Ciascun massaggio va calibrato su misura a seconda di chi lo riceve, senza che risulti fastidioso o doloroso né per il massaggiato, né per il massaggiatore. Il massaggiato deve ricavarne sollievo, mentre un massaggio che provoca dolore è un massaggio cattivo.

Anche per il massaggiatore sono da evitare posture scomode o innaturali. Se fatto senza seguire un accorgimento fondamentale, anche il massaggio da ufficio, come qualsiasi altro tipo di massaggio pur leggero, può risultare dannoso per chi lo somministra. Nel corso degli anni, ho incontrato moltissimi massaggiatori che lamentavano problemi alle mani, alle articolazioni, alle spalle, essi stessi bisognosi di massaggi. L’errore che commettevano era di usare la loro forza, invece della forza che tutti noi abbiamo a disposizione gratuitamente: quella di gravità. Il massaggiatore deve appoggiarsi al massaggiato calibrando il peso del suo corpo. In questo modo ottiene tre ottimi risultati senza sforzo: 1) fa stretching, ora aggrappandosi, ora appoggiandosi al corpo del massaggiato; 2) con le mani in appoggio aumenta la capacità di “ascolto” del massaggiato; 3) si rilassa prendendo respiri lunghi, che tendono a sincronizzarsi con quelli del massaggiato.

Quante volte mi sono sentito domandare:“Dottore, anch’io posso imparare a massaggiare?”. Ma certo! Per diventare massaggiatori esperti, e consapevoli di quel che facciamo sul corpo delle altre persone, non ci vuole la laurea in Medicina. Inoltre, il massaggio antistress da ufficio, essendo leggero, mai troppo profondo, non presenta alcuna controindicazione. Basta seguire due avvertenze: stare in ascolto dell’altro e usare il buon senso. Senza dimenticare che ciascuno di noi possiede l’istinto prenatale del tocco e del contatto, come dimostra lo studio sulla vita intrauterina dei gemelli omozigoti citato in chiusura della Parte I.

Siamo tutti massaggiatori intuitivi: ci abbracciamo, ci facciamo le coccole nell’intimità, accarezziamo i nostri bambini. Il corpo si esprime fondamentalmente attraverso il piacere e il dolore, e dobbiamo ritornare ad ascoltare – in noi stessi e negli altri – queste due antiche sensazioni conosciute tanto bene dai bambini: mi piace, non mi piace. Con il massaggio risvegliamo la nostra parte infantile poiché torniamo a utilizzare lo strumento di esplorazione del mondo che usavamo quando ancora non sapevamo parlare: il contatto. Nel massaggio, il bambino e l’adulto in noi si incontrano e si riconciliano: voglio il mio bene (parte bambina) e voglio il tuo bene (parte adulta).

Copyright © 2011 Urra-Apogeo s.r.l.

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